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Arie Barrocche
Pedagogico

Arie Barrocche

Opere barocche

Il termine “aria” è intimamente legato a belle melodie, che seducono le nostre orecchie e catturano il nostro cuore. Pensare a un’aria è pensare all’espressione profonda di sentimenti, sotto forma di versi poetici che, uniti a quella melodia prima descritta, ci fanno entrare in uno stato quasi di incantesimo estetico.

Verso il XVII secolo, l’enorme tradizione madrigalista genera un nuovo modo di commuovere l’ascolto, e lo fa utilizzando versi molto più semplici e diretti e, soprattutto, avvalendosi della melodia, della tessitura omofonica che, accompagnata o meno, poteva penetrare nelle coscienze di chi godeva di quelle piccole perle poetiche.

L’aria è senza dubbio lo strumento privilegiato attraverso il quale, unito ad altre risorse, si forgiò uno dei generi musicali più importanti della nostra storia: l’opera. Permetteva al compositore di trasmettere al pubblico gli stati d’animo dei suoi personaggi e di farlo in modo che quel pubblico, commuovendosi, diventasse complice di colui che piangeva, o si estasiava d’amore. La gente cantava la gioia di quello o piangeva con l’altro, ma sempre avvalendosi non solo di versi semplici e ben scritti, ma soprattutto di una musica, e in concreto di una melodia che la gente non avrebbe dimenticato per settimane e che, dopo averla ascoltata, avrebbe cantato nella propria quotidianità.

Nel nostro concerto introdurremo brevemente come furono costruite quelle prime arie dei secoli XVII e XVIII, com’era l’ambiente culturale e musicale che diede loro i natali. Ci soffermeremo su quelle risorse retoriche di cui si avvalevano i grandi maestri di quell’epoca per guidare i loro ascoltatori attraverso il loro lavoro musicale, ma soprattutto, nel nostro Concerto ci immergeremo nella musica, cantandola e interpretandola, per uscirne pieni di essa e portarla nei nostri cuori.

Galleria del Progetto

Programma di Concerto

Repertorio Selezionato

Amarilli (1551)
Giulio Romolo Caccini
Lasciatemi morire (1567)
Claudio Giovanni Antonio Monteverdi
Intorno all'idol mio (1623)
Pietro (Antonio) Cesti
Sebben crudele (1670)
Antonio Caldara
Sposa, son disprezzata (1678)
Antonio Lucio Vivaldi
Sento nel core (1685)
Alessandro Scarlatti
O cessate di piagarmi (1685)
Alessandro Scarlatti
Nel cor più non mi sento (1740)
Giovanni Paisiello
Caro mio ben (1751)
Tommaso Giordani
O del mio dolce ardor (1756)
Christoph Willibald Gluck